L’energia dei luoghi di culto

Ogni persona che frequenta un luogo porta con sé le congestioni sottili prodotte dal suo sistema energetico. Nel caso in cui il visitatore si trovi in un particolare stato d’animo, magari caratterizzato da emozioni pesanti, ad esempio durante una cerimonia funebre, o in condizioni fisiche precarie, le congestioni liberate possono essere in maggiore quantità e più “inquinanti”. La situazione si rivela critica se nel luogo si radunano centinaia di persone. L’accumulo di congestioni tra cui anche forme-pensiero più o meno “vaganti”, potrebbero nel tempo contribuire ad abbassare il tasso vibratorio del luogo, e quest’ultimo, vibrando in modo distorto potrebbe a sua volta causare alle persone squilibri energetici di vario tipo, finendo quindi per funzionare “al contrario”: da luogo di purificazione ed elevazione a luogo di squilibrio. Dato che gli esseri umani (anche gli scettici!) percepiscono gli ambienti congesti come “posti in cui non si sta bene”, o in cui “c’è un’atmosfera pesante”, ben presto il tempio potrebbe cominciare a essere sempre meno frequentato, fino a perdere interesse attrattiva finendo inevitabilmente con l’essere abbandonato. A causa della stabilità delle energie congeste, se raccolte in un luogo in quantità eccessiva la loro asportazione può rappresentare un arduo compito. Naturalmente i luoghi chiusi sono più esposti a questo tipo di contaminazione, dato che quelli aperti, potendo contare almeno sulla circolazione dell’aria, e quindi delle energie, si possono mantenere più puliti. D’altra parte sappiamo anche che l’energia che scorre è sinonimo di energia pulita. In base a questo principio, conosciuto  in oriente da millenni (si pensi all’antica arte cinese del “Feng Shui”), i Santuari di solito utilizzano particolari strutture, sia fisiche (costruite cioè di materia “densa”), che energetiche (ossia fatte di materia sottile), in grado di far scorrere l’energia congesta in sezioni particolari del Santuario stesso, che provvedono poi allo smaltimento all’esterno. In altri casi la struttura stessa è in grado di realizzare una vera e propria trasformazione dell’energia da nociva a benefica. Nel primo caso parliamo di semplice espulsione, nel secondo di trasmutazione sottile dell’energia. Le congestioni prodotte all’interno della Chiesa vengono “espulse” dal campanile la cui cuspide, ossia la parte superiore, essendo una punta, ha la capacità di attirare le energie in arrivo disperdendole all’esterno. Prima di essere disperse all’esterno le congestioni possono essere, almeno in parte, trasmutate  dall’azione di almeno due fattori: La presenza delle croci: di solito cinque: quattro posizionate alla base della cuspide su altrettante torrette e una, grande, alla sommità. Spesso nei campanili si trovano alla base della cuspide queste quattro torrette, e ciascuna ha in cima una croce. Dal punto di vista esoterico la materia-prima necessaria per la Grande Opera alchemica muore, per poi rinascere trasformata in un qualcosa di più elevato. Forse in questa definizione del grande alchimista troviamo una spiegazione della possibile funzione della struttura geometrica costituita dalla croce. Potrebbe infatti servire a trasmutare le energie congeste in arrivo! In questa azione ha probabilmente un certo peso anche la forma-pensiero associata alla croce dalla tradizione cristiana secoli, che l’ha resa un simbolo di redenzione ma anche di trasformazione in qualche cosa di più grande. Il suono delle campane: Ricordo che la tecnica di produzione delle campane è tutt’altro che banale, al profano sembra quasi un rituale codificato da secoli, finalizzato alla produzione di esemplari che diventano veri e propri pezzi unici. Qualsiasi oggetto o strumento musicale in grado di produrre una nota musicale è in grado di modificare le energie di un ambiente o delle persone. Se la musica ha determinate caratteristiche di armonia e di equilibrio ed è suonata o cantata), con particolare convinzione, è in grado di produrre un vero e proprio effetto di pulizia e di elevazione delle frequenze sottili. E’ noto da millenni l’effetto dei mantra, che sono in grado di pulire e armonizzare i chakra e i corpi sottili di chi li intona per un certo numero di ripetizioni, con consapevolezza e intenzione. I cori dei monaci e il canto sacro in generale, sia in oriente sia in occidente, provvedono a questa funzione di pulizia che si esplica attraverso l’armonizzazione per risonanza tra frequenze sonore (onde di pressione fisiche) e le energie sottili del sistema energetico dei fedeli e del luogo sacro in cui si trovano. Chi canta in chiesa con convinzione spesso prova una sorta di piacevole brivido, una sensazione di leggerezza. In poche parole, di pulizia energetica.